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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Palena
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mwlaPalena è un mwlqcomune italiano di mwlg1 195 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2] della mwmwprovincia di Chieti in mwnaAbruzzo, ed è sede dell'mwnqunione dei comuni montani Maiella orientale-Verde Aventino.

Contents

Clima
Storia
Origini
Cucina
Turismo
Note

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Geografia fisica

Territorio

Il territorio comunale fa parte ed è sede della mwogcomunità montana Aventino-Medio Sangro.

Clima

Origini del nome

Il nome del centro abitato pare derivare da "pala", ossia "prato in forte (erto) pendio".cite-ref-storia-6-0[6]

Storia

Origini

Nella località Capo di Fiume sono stati trovati dei fossili, in mostra nel mwrwmuseo paleontologico comunale, che mostra com'era l'ambiente della mwsaMaiella 7 milioni di anni fa.cite-ref-7[7] Il territorio comunale di Palena risulta già abitato sin dall'epoca mwtqpaleolitica, a prova di ciò, sono stati trovati nella zona di Palena alcuni manufatti di questo periodo. Susseguentemente, nel periodo mwtgitalico ed in mwtwepoca romana, alcune contrade di Palena, risultano abitate come dimostrano alcune tombe ed edifici del tempo. Il capoluogo comunale risale all'alto mwuaMedioevo, quando il paese risulta feudo dei mwuqGualtieri, degli mwugOrsini, di mwuwAntonio Caldora, di mwvaMatteo di Capua e dei mwvqd'Aquino. Vari monaci mwvgbenedettini hanno abitato la zona.cite-ref-storia-6-1[6]

Primo Medioevo e i Longobardi

La colonizzazione dei mwxqLongobardi avvenne nel IX secolo, data la ricchezza della terra montuosa per il fiume mwxgAventino. Essi veneravano il culto di mwxwsan Michele Arcangelo e mwyasan Giorgio, dato che fonderanno una cappella presso la grotta montuosa omonima di Sant'Angelo. Il territorio era parte della mwyqdiocesi di Sulmona-Valva, all'estremo confine con la diocesi di mwygChieti. Il territorio nell'XI secolo era suddiviso in varie ville, ossia gruppi di case pastorali: Castelcieco, Castello Alberico, Forca Palena, Pizzo Superiore e Inferiore, San Cristinziano e Sant'Egidio. Tutte queste contrade già nel XV secolo non esistevano più a causa dei terremoti.

Nel 930 il monaco Giovanni da San Vincenzo al Volturno scriveva nel mwzamwzqChronicon Vulturnense la presenza della chiesa di Santa Maria de Palena, assieme a un appezzamento di terra per il lavoro della popolazione. Nello stesso periodo a Palena si stabilì mwzgsan Falco, vi morì e venne presto venerato come santo protettore degli ossessi e degli accidiosi.

Secondo Medioevo e lo sviluppo delle chiese

Il monachesimo a Palena sorse nel XII secolo, come testimonia la bolla di mwaqpapa Innocenzo II citante la chiesa di San Vito in Forca, una delle più antiche. Questa, assieme a quella dedicata a san Falco, proprio sopra il fiume, erano sotto la giurisdizione della diocesi di Valva (mwagCorfinio). Le chiese allora esistenti erano di Sant'Antonio Abate, Santa Croce, San Cristinziano, San Cataldo, San Tommaso e San Giovanni.

Una menzione particolare merita la perduta chiesa di San Cristinziano (nota anche come di San Cristiano o San Costantino): nel 1065 i conti di Sangro Borrello di Borrello e suo figlio Borrello Infante la donano al vescovo teatino Attone, allora signore di mwbaChieticite-ref-8[8].

Sempre nell'XI secolo fu fondato il mwcgCastello ducale, ad opera dei Normanni, sul punto più alto dello sperone sopra il fiume. Intanto si sviluppò una baronia locale: il conte Beamondo è citato in una bolla del 1130 in cui restaurò la piccola chiesa eremitica di San Nicola di Coccia. Nel mwcwmwdaCatalogus baronum Palena è citata come un grande borgo fortificato al confine con il territorio sulmonese e quello chietino, in posizione strategica verso il valico della Forchetta, che deteneva il potere dei piccoli centri rurali di mwdqLettopalena, mwdgGessopalena, mwdwMontenerodomo, mweaLama dei Peligni e mweqTaranta Peligna. Assieme ai Manerii di mwegPacentro, i signori fortificarono le vie con torri di avvistamento, da qui il primo esempio del castello medievale di Pacentro.

Eremitaggio di Pietro da Morrone

Nel 1235 il frate Pietro da Morrone, alias mwfqCelestino V, andò in eremitaggio sulla mwfgMaiella, presso una grotta sul valico della Forchetta, al confine tra Palena e mwfwCampo di Giove. Già era stato nel romitorio di sant'Onofrio presso mwgaSulmona. Pochi anni più tardi sul posto, per volere di Carlo d'Angiò fu costruito un eremo vero e proprio suddiviso in un edificio fortificato per ospitare i pellegrini, e uno più piccolo come luogo di culto.

Epoca moderna e primo Novecento

Una testimonianza del 1587 racconta della festa dei palii di san Falco, festa del 13 gennaio per onorare il patrono, in cui i fedeli compivano una corsa sui ciottoli della montagna a piedi nudi.

Nel 1706 il centro fu danneggiato dal mwhaterremoto della Maiella con gravi danni. Infatti la chiesa di San Falco fu abbattuta e ricostruita per ospitare più pellegrini. Nel 1897 Palena fu collegata dalla mwhqlinea Sulmona-Carpinone della mwhgSocietà Italiana per le Strade Ferrate Meridionali, poi confluita in mwhwFerrovie dello Stato nel 1906, con la peculiarità che la stazione ferroviaria sorge in posizione elevata sopra il borgo, rispetto alla normale postazione a livello inferiore, per ragioni di praticità. Nel 1933 un mwianuovo terremoto danneggiò Palena e comuni limitrofi, obbligando il podestà ad abbattere le torri di controllo del castello, rese pericolanti.

Seconda guerra mondiale ed epoca contemporanea

Nei primi anni della mwiwseconda guerra mondiale, tra il 1940 e 1943, Palena fu uno dei comuni dell'Abruzzo ad essere designato dalle autorità fasciste come luogo di internamento civile per mwjaprofughi ebrei stranieri presenti in Italia.cite-ref-9[9] Nel novembre 1943 il paese fu occupato dai tedeschi, essendo lungo il percorso della mwkqlinea Gustav. Ciononostante, i 4 internati ebrei riuscirono tutti a sfuggire alla cattura, fino a raggiungere le località già liberate dell'Italia meridionale. Il paese fu usato dagli occupanti come campo di prigionia, e successivamente venne bombardata dagli alleati. Il simbolo della distruzione fu la chiesa di San Falco, rasa al suolo completamente, tranne il campanile. A ricacciare i tedeschi contribuirono anche i partigiani della "mwkgBrigata Maiella".

Negli anni della ricostruzione, la chiesa di San Falco fu ultimata nel 1953, in chiave moderno-antica, e il centro si sviluppò notevolmente più a valle, presso Villa Sant'Antonio. Sempre negli anni cinquanta sorse una polemica riguardo all'abbattimento della torre civica davanti alla chiesa di San Falco, ritenuta pericolante. Dopo l'abbattimento fu costruita una nuova torretta presso il castello. Negli anni settanta per facilitare l'accesso, fu costruita la cosiddetta "tagliata di Palena", ossia la strada provinciale che costeggia la Maiella, provenendo da Lama dei Peligni.

Nel 1992 il comune è stato incluso nel mwlqparco nazionale della Maiella.

Nella cultura di massa

Palena è nota per aver ispirato due opere d'arte di fama nazionale, il film mwmamwmqPane, amore e fantasia di mwmgLuigi Comencini (1953) e la canzone mwmwAmara terra mia di mwnaDomenico Modugno (1971).

Per questa canzone il cantante si ispirò alla melodia popolare abruzzese mwngAddije addije amore, cantata soprattutto a Palena. La canzone ha tradizioni antiche, deriverebbe dalla presenza slava in Abruzzo sin dal XV secolo, e fu realizzata insieme all'altro pezzo abruzzese di autore anonimo mwnwScuramaje - Lamento di una vedova.

Quanto al film, mwpqEttore Maria Margadonna scrisse la sceneggiatura tutta su Palena, suo luogo natio, e su propri ricordi delle persone caratteristiche del paese. Il paese, la sua chiesa, il prete e la sua comunità, il maresciallo, il sindaco, l'artigiano, le pettegolone, le belle del paese spesso oggetto di invidie tutte paesane, la levatrice, tutte figure che Margadonna portava nei suoi ricordi palenesi. Il paese nel film di Comencini diventò mwpgSagliena, il vero parroco di Palena si chiamava "Don Concezio", e soprattutto la "bersagliera" interpretata da mwpwGina Lollobrigida, nella realtà era ispirata all'esuberante "Lucietta bella" (Lucia Travaglini, 1883-1961) che nel primo Novecento a tanti fece perdere la testa per la sua avvenenza e che poi sposò uno dei più poveri di Palena ed emigrata in America diede i natali al celebre cantante mwqaPerry Como.

Il set del film tuttavia fu il paese di mwqgCastel San Pietro Romano, nel Lazio.

Monumenti e luoghi d'interesse

Palena è tra i paesi ai quali è stato assegnato il marchio mwrqBandiera arancione del mwrgTouring Club Italianocite-ref-10[10].

Architetture religiose

• mwvgChiesa di San Falco e Sant'Antonino. Chiesa parrocchiale del paese, fu costruita nel XII secolo, dopo il mwvwterremoto del 1706, è stata costruita nuovamente, mantenendo tuttavia il campanile del XIV secolo. Nella seconda guerra mondiale è stata bombardata pesantemente e tutto l'edificio, meno il campanile, saltò in aria. Fu riaperta nel 1953, con il nuovo corpo costruito, ricalcando le forme dello stile tardo barocco. Ha pianta a basilica con transetto, in mattoni rossi, con facciata scandita da rosone. Sopra il transetto vi è una piccola cupola ottagonale. Il campanile in pietra della Maiella, è una robusta torre scandita in tre livelli, con cuspide finale sopra la lanterna. La chiesa conserva le reliquie di mwwaFalco di Palena, il santo patrono.
• mwwgEremo della Madonna dell'Altare. È sito alla sinistra della mwwwstrada statale 84 tra il valico della Forchetta ed il mwxamonte Porrara, alla sinistra dell'mwxqAventino.cite-ref-11[11] Fu fondato dai monaci mwygcelestini nei pressi di un contrafforte roccioso ove mwywPietro da Morrone visse in una grotta per circa quattro anni. Dal 1970 il complesso è proprietà del comune.
• Chiesa di San Cataldo. È sita in località San Cataldo lungo la strada statale 84. È stata costruita nell'XI secolo ma è stata rimaneggiata dopo la Seconda guerra mondiale per via dei gravi danni subiti. La facciata è nella struttura tipica dell'architettura religiosa abruzzese. Ai lati del portale vi sono due classiche finestre mwzqdevotionis tipiche delle chiese rurali. Ai lati della chiesa vi sono tre finestre per lato. Il blocco aggiunto sul retro fungeva da mwzgsagrestia. L'interno, ad un'unica mwzwnavata presenta un mw0aaltare realizzato in mw0qstucco ed una statua di mw0ggesso siti sul fondo. Un'altra statua, raffigurante San Cataldo è stata portata in un altro luogo dopo la chiusura al culto della chiesa. Tuttavia la chiesa è meta dei festeggiamenti del santo.cite-ref-12[12]
• Chiesa e convento di Sant'Antonio. È sita in località Villa Galardi ai piedi del monte Porrara. Il complesso religioso risale al XVI secolo dopo che il mw2apapa Paolo III ha approvato la costruzione dell'edificio il 21 agosto del 1539, in seguito vennero distrutti dal terremoto del 1706, successivamente vennero ricostruiti apportando qualche modifica seguendo le mode del tempo. Recentemente il complesso è stato restaurato nelle finiture esterne. Attualmente il convento, che è a due livelli, ospita, oltre il mw2qmuseo dell'orso marsicano, anche una struttura ricettiva turistico-culturale. Il mw2gchiostro del convento è attorniato da un mw2wportico, anch'esso a due livelli che poggiano su pilastri in pietra su cui si sviluppano delle arcate a tutto sesto, il soffitto è con mw3avolta a crociera. La chiesa, invece, è preceduta da un portico in cui vi sono tre arcate su cui sopra vi sono altrettante finestre. Il cornicione è a romanelle. L'interno, mw3qbarocco, è a singola navata con mw3gtrabeazione. L'organo è posto sopra un mw3wambone che arriva fino al mw4acoro. L'ambone è coperto da una mw4qcupola a sesto ribassato ed è separato dalla navata mediante un arco.cite-ref-13[13]
• Chiesa della Madonna del Carmine. È sita lungo la strada statale 84. La chiesa risale al 1835 ove forse vi era una piccola mw5wedicola di sosta per i viandanti. La chiesa è addossata ad una collina. La chiesa è composta da un'aula, un mw6anartece, una sagrestia ed un mw6qpresbiterio. La facciata è a mw6gcapanna con tre finestre ad arco tutto sesto di cui la centrale è più grande. Si accede alla chiesa mediante una scalinata.cite-ref-14[14]
• mw8aChiesa del Rosario, in Corso Umberto I, di aspetto tardo barocco.
• Chiesa di San Francesco. È sita in largo Capitoli, accanto alla chiesa del Rosario. Lo storico Antinori afferma che la chiesa risale al XIV secolo. Lo stile barocco dell'interno fa supporre che la chiesa sia stata ristrutturata tra il XVIII secolo ed il XIX secolo. Nel 1984 è stata resa inagibile per via dei danni del terremoto. Una scalinata permette l'accesso alla chiesa. La chiesa è in due livelli che suddividono lesene in un doppio ordine. La facciata termina con un timpano curvilineo. Le lesene inferiori sono in mw8gordine dorico con basamento in pietra. Le lesene superiori sono ioniche (con piedistalli) con delle volute. Il portale è posto tra due lesene e sormontato da un timpano curvo con, al centro, un'iscrizione. I lati dell'edificio sono intonacati. Delle aperture rettangolari, sempre sui lati dell'edificio, presentano una strombatura. Il tetto è a doppio spiovente in cui si erge un mw8wtamburo ottagonale con delle finestre rettangolari, anch'esse strombate. Il mw9acampanile è realizzato in pietra ed è posto nella zona mw9qabsidale. L'ultimo livello della torre campanaria è frutto di una modifica successiva. L'interno è ad aula unica.cite-ref-15[15]

Architetture civili e militari

• Castello Ducale. Il castello è sito su di uno sperone roccioso, nella parte più alta del centro storico di Palena. L'edificio originario risale al XII secolo, ma, verosimilmente, nei secoli seguenti è stato più volte rimaneggiato per via dei violenti terremoti che si sono susseguiti nel paese e nelle zone limitrofe, una di queste scosse si è verificata nel 1933 la quale ha portato vari danni all'edificio, tra cui la distruzione dei torrioni, del maschio e del belvedere. Il castello, nel suo aspetto contemporaneo, è dovuto alla ricostruzione, per via della distruzione della mwaqgseconda guerra mondiale, attuata negli anni cinquanta epoca in cui viene rifatto il belvedere presso uno degli angoli. Attualmente si sta cercando di rifunzionalizzare i suoi interni. I vari stabili del castello sono coperti con tetti a doppia falda realizzati con manto di coppi e cornici a romanelle su tre filari di tegole sovrapposte. L'impianto è rettangolare risultante dall'unione dei vari stabili. Delle finestre, anch'esse rettangolari, sono disposte su due livelli. Un mwaqkloggiato con quattro arcate è sito su di uno dei lati più lunghi, mentre sul lato opposto vi è una serie di quattro archetti. L'ingresso al castello è possibile mediante una porta urbica che ha un unico mwaqofornice ad mwaqsarco a tutto sesto. Sul lato opposto vi è un portale mwaqwarchitravato con mwaq0cornice modanata e disegni geometrici.cite-ref-16[16]
• Castelletta. È sita in località Piana del Casone. Inizialmente sorta come mwarmmasseria di sostegno della pastorizia presso un mwarqtratturo. Ora viene utilizzato a scopo abitativo privato. La costruzione dell'edificio risale al XVII secolo sopra un edificio preesistente che leggende popolari vogliono un tempio dedicato a mwaruGiove o ad mwaryErcole. Nel XX secolo col decadere della pastorizia l'edificio fu adattato a residenza con adattamenti all'uopo dell'edificio. L'edificio consta di due livelli. Due mwarctorrette circolari sorgono su due angoli. Alcune finestre sono sorte, forse, in seguito alle trasformazioni a scopo abitativo. La facciata è austera e priva di decorazioni. La tettoia è a cornici con romanelle costituite a tre file di mwargcoppi sfalsati l'un con l'altro.cite-ref-17[17] L'aspetto è mwar0romanico-mwar4rurale. Trattasi di una cascina fortificata isolata dal centro abitato.cite-ref-18[18]
• Case con portici. Trattasi di case a schiera site in piazza del Municipio. Gli edifici originari, forse, sono medievali. L'aspetto odierno è frutto di modifiche e rimaneggiamenti nel corso del tempo. Al piano terra vi sono degli esercizi commerciali, ai piani superiori, invece, vi sono delle abitazioni private. I portici presentano degli archi a tutto sesto ed mwasqa sesto acuto. Spesso, sopra i portici, sono siti due piani con un mwasumezzanino con delle finestre, per la maggiore ovali, inoltre vi sono delle mwasycornici marcapiano o tra il pianterreno ed i piani superiori o fra i piani superiori ed il mezzanino.cite-ref-19[19]
• Torretta dell'orologio: la torre originaria fu ricavata da un bastione medievale nell'800, e dotata di orologio pubblico, con un arco di accesso che permetteva l'ingresso alla salita del castello. La torre originaria rimane intatta ai danni della seconda guerra mondiale. Clamorosamente nel 1953, durante i lavori di recupero della chiesa madre, l'ammirazione comunale decise di abbattere la torretta per ricostruirla presso il castello, sul belvedere, ricalcando in parte lo stile antico. Della torre originale resta solo l'arco a tutto sesto di ingresso, presso il sagrato della chiesa. La nuova torre ha pianta quadrata è in pietra di montagna, ha l'orologio pubblico, e una decorazione a merli semplici.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-20[20]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTATcite-ref-21[21] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 38 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

• mwatsRomania: 22, pari all'1,54%.

Cultura

• mwat8Museo geopaleontologico Alto Aventino, sito negli ultimi piani del castello;
• mwaueMuseo dell'orso marsicano, sito in un'ala dell'ex convento di Sant'Antonio;
• Museo casa degli artisti uomini illustri di Palena, centro di documentazione, sito a Via Trento e Triestecite-ref-22[22];
• Raccolta mwaugOreste Recchione, raccolta di 50 dipinticite-ref-museo-degli-artisti-23-0[23] del pittore di mwau0Sant'Angelo dei Lombardi (paese in mwau4provincia di Avellino)cite-ref-24[24], visitabile solo su richiesta, è posta in Via San Francescocite-ref-museo-degli-artisti-23-1[23];
• Teatro Aventino, del XVIII secolo, è uno dei più piccoli teatri italiani con i suoi 96 posti del mwavkloggione. Il teatro ha anche due ordini di palchi. Il teatro è in stile italianocite-ref-25[25].

Cucina

Tra le pietanze tipiche della cucina di Palena, vi sono le mwawasagne stracciate, primo piatto erede della tramontata tradizione agricola, realizzato strappando la pasta direttamente dalla sfoglia, cuocendola e condendola con mwawepancetta soffritta e mwawipecorino abruzzesecite-ref-26[26].

Economia

Turismo

Il paese, sede di ritiri estivi di varie società calcistiche, dal 2023 fa parte dell'associazione mwawoI borghi più belli d'Italiacite-ref-27[27].

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 22 giugno 1988 | 18 gennaio 1993 | Manfredi Giovanni Pulsinelli | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 1 ] |
| 25 gennaio 1993 | 28 aprile 1997 | Giuseppe Antonio Pierorazio | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 1 ] |
| 28 aprile 1997 | 24 settembre 1999 | Anna Recchione | Lista civica di centro-sinistra Centro-sinistra Palena [ 28 ] | Sindaco | [ 1 ] |
| 24 settembre 1999 | 17 aprile 2000 | Domenica Calabrese | – | Commissario prefettizio | [ 1 ] |
| 17 aprile 2000 | 5 aprile 2005 | Fernando Nicola Della Grotta | Lista civica di centro-destra | Sindaco | [ 1 ] |
| 5 aprile 2005 | 1º giugno 2015 | Domenico Parente | Lista civica di centro-sinistra (2005-2010) Lista civica di centro-sinistra Costruiamo il futuro (2010-2015) | Sindaco | [ 1 ] |
| 1º giugno 2015 | in carica | Claudio D'Emilio | Lista civica Palena nel cuore (2015-2020) Lista civica Vivere Palena (dal 2020) | Sindaco | [ 1 ] |

Note

cite-note-amministratori-interno-gov-it-11. mwaaumwaayDipartimento per gli affari interni e territoriali del mwaacMinistero dell'interno, mwaagmwaakAnagrafe degli amministratori locali e regionali: storia amministrativa dell'ente – Comune di Palena (CH), su mwaaoamministratori.interno.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-22. mwabamwabemwabiBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwabmdemo.istat.it, mwabqISTAT.
cite-note-divamm-sismica-32. mwabgmwabkmwaboClassificazione sismica (mwabsmwabwXLS), su mwab0rischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwacemwacimwacmTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwacqmwacuPDF), in mwacyciterefmwaccLeggemwacg mwack26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwacoAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwacs 151. mwacwURL consultato il 25 aprile 2012 mwac0(archiviato dall'mwac4url originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-1414. mwahwAA.VV., mwah0mwah4Chiesa della Madonna del Carmine, su mwah8sangroaventino.it, Sangroaventino, 2004. mwaiaURL consultato il 17 settembre 2008 mwaie(archiviato dall'mwaiiurl originale il 27 febbraio 2015).
cite-note-1515. mwaiyAA.VV., mwaicmwaigChiesa di San Francesco, su mwaiksangroaventino.it, Sanrgoaventino, 2004. mwaioURL consultato il 20 dicembre 2009 mwais(archiviato dall'mwaiwurl originale il 27 febbraio 2015).
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Bibliografia

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